
New York, una sera come tante altre. Un gruppo di amici organizza una festa a sorpresa, tutto sembra tranquillo, finché un boato fa tremare le pareti della casa in cui si svolge il party ed il cielo si illumina a causa di forti esplosioni. Non è un terremoto, né un attentato ma qualcosa di molto meno prevedibile… Colossale operazione di marketing o film incredibilmente innovativo? Per mesi, e per la prima volta, in un mondo nel quale le notizie e le indiscrezioni viaggiano alla velocità della luce, una fitta coltre di nebbia ha avvolto il progetto Cloverfield e già il fatto che ben poche informazioni siano trapelate dal fortino costruito da J.J. Abrams e da Matt Reeves (il vero regista del film, elemento di cui in molti tendono a dimenticarsi) è da considerarsi un mezzo miracolo. Altrettanto sorprendente è il fatto che, alla prova dei fatti, Cloverfield dimostri un tasso di innovazione sensibilmente superiore alla stragrande maggioranza dei concorrenti . È un "disaster-movie", certo, ovvero appartiene ad un genere vecchio come il

La presenza di un cast di nomi poco noti segue la linea di basso profilo scelta dal regista e l'identificazione in uno dei partecipanti alla festa che passa dalla gioia all'incubo ne trae giovamento. La messa in scena è asciutta ed essenziale e la brevità del film permette il quasi azzeramento dei tempi morti. In un momento nel quale agli incassi che arrivano copiosi spesso non corrispondono pellicole davvero meritevoli di ottenerli, Cloverfield dà una salutare scossa a un genere che da troppo tempo cristallizzato e schiavo degli effetti speciali: se a questo primo passo, altri ne seguiranno, solo il tempo darà risposta.

2 commenti:
Tango e se per invogliare i mac-user postassi ogni tanto qualche bella utility per mac? garantisco che qualcuno apprezzerebbe... ;-)
Ciao Tango!
ciao luc ok faccio ricerca
Posta un commento